Storia

ØEN è l’acronimo di Zero Estensioni Neuronali, nome che nulla ha a che vedere con l’arte dello Zen orientale, quanto piuttosto con un ironico (e onirico) invito all’abbandono emotivo in favore della musica, che solo “spegnendo” neuroni e cervello può fluire in modo dirompente e diretto, senza ostacoli di preconcetto o prevenzione.

Sostenuti da accordi alterati e sospesi – tra pop-rock e canzone d’autore –, i brani degli ØEN suonano dunque come un invito all’abbandono e al viaggio profondo nell’emotività.

Radicali, essenziali, a tratti cinici, i loro testi, che schivano il pensiero abitudinario con una ricerca poetica senza compromessi, raccontano dell’imperfezione che vive in ciascuno e delle paure “antiche”.

La loro musica si affaccia sull’inconscio e restituisce, con immagini intense, crude e spesso visionarie, un mondo di fragilità umane “narrate” tra suoni e costruzioni armoniche futuristiche e tradizionali; dal rock al pop solo con la necessità di raccontare gli “equilibrismi abituali” di ogni persona.

Il progetto ØEN Zero Estensioni Neuronali nasce a Roma nel 2004 dall’esigenza e dalla volontà del fondatore Piero Ducros D’Andria di creare e suonare qualcosa che guardasse oltre i classici canoni della musica nostrana. Una commistione di generi e sonorità che potesse rendere più appetibile e moderno il proprio viaggio musicale: «il genere è una pessima abitudine per “ingabbiare” o “definire” ciò che si fatica a lasciare libero. Non abbiamo mai scelto dischi da ascoltare per generi ma per bellezza. Alla fine forse il POP (inteso in senso largo e nobile) è solo una scusa, un pretesto, un bel calderone, una pentola abbastanza capiente per infilarci tutto dentro e nella quale stare più o meno “comodi”. Nella bollitura c’è spazio per tutto, l’importante è che sia con stile e sobrietà».

Nel corso degli anni gli ØEN alternano collaborazioni con diversi musicisti e altrettante formazioni live, partecipando a innumerevoli manifestazioni musicali su tutto il territorio nazionale.

Nel marzo 2006 sono semifinalisti per Musicultura, e sono successivamente invitati dall’Università di Macerata (che ne presiede parte della Giuria) ad esibirsi, riconoscendo “valore etico e culturale al lavoro letterario e musicale”.

Nello stesso anno motivo d’orgoglio è la composizione del brano “Mondotondo”, sigla della manifestazione benefica “Kids for Kids” finalizzata alla raccolta fondi per l’associazione Save The Children.